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2011年5月16日星期一

Il ritorno dell''epurato'' Luttazzi in tv

Critiche e ironia a 360 gradi nel ritorno in televisione del comico Daniele
Luttazzi nella trasmissione Decameron in onda ieri sera su La Sette.
Daniele Luttazzi riparte dall' 'Editto bulgaro' e da un affondo contro
il governo Prodi. Le prime immagini del programma sono state infatti quelle
dell'aprile 2002, con cui l'allora premier, Silvio Berlusconi accuso' lo stesso
Luttazzi, insieme a Biagi e a Santoro, di "uso criminoso" della tv, di fatto poi
causandone l'allontanamento dagli schermi Rai. Una pernacchia ha suggellato il
filmato.  
Subito dopo, la sigla del programma e un monologo
al vetriolo dell'attore, in piedi su un enorme tavolo di plexiglas. "Pensate -
ha esordito Luttazzi - e' gia' passato un minuto e siamo ancora in onda. Chi
l'avrebbe detto? In questi anni mi sono chiesto perche' sia rimasto lontano
dalla tv. Poi l'ho scoperto: la colpa era del mio agente, Bin Laden. Chissa'
perche' in questi anni Bin Laden e' andato in video, io no". Della Rai, ha
aggiunto, "l'unica cosa che mi manca sono i grattini di Lilli Gruber sulla
schiena".
  
Se 'politica, sesso, religione e morte' e' il
sottotitolo del programma, il primo affondo di Luttazzi e' stato contro il
governo Prodi. "Mi chiedono perche' ho votato centrosinistra: perche' avevo ben
presente la squallida alternativa". Poi la lunga lista di "tutte le cose che non
mi piacciono per niente del governo in carica: innanzitutto non ha cancellato la
legge 30, che ha generato il fenomeno enorme della precarieta'... Non e'
democrazia se non te la puoi permettere. Ragazzi, datevi da fare, perche' con la
balla della flessibilita' ve lo stanno mettendo nel c...".   
Al governo Luttazzi ha rimproverato anche "di non aver cancellato tutte
le leggi vergogna di Berlusconi. Ora vogliono ripristinare il reato di falso in
bilancio, ma e' come dire: 'Berlusconi e' uscito dal recinto, chiudi pure'. Non
c'e' ancora - ha aggiunto l'attore - una legge sul conflitto di interessi: c'e'
la proposta di Violante, ma se sara' approvata Berlusconi potra' tranquillamente
venire eletto ancora e poi decidere se rinunciare all'incarico o affidare le
proprie aziende a un blind trust o, ma evidentemente non ci hanno pensato, farsi
una legge che cancella la legge Violante".  
Nel mirino di
Luttazzi, anche il disegno di legge Gentiloni di riforma della tv: "Non mi piace
perche' non permettera' la nascita di un terzo polo generalista e per l'ennesima
volta lascera' intatto l'esistente". Poi l'affondo contro il ministro della
Giustizia Clemente Mastella: "Se lo avessero detto prima delle elezioni che lo
avrebbero fatto Guardasigilli, vinceva Berlusconi". Le critiche dell'attore
hanno colpito in particolare la legge sull'indulto: "piuttosto - ha detto -
tiriamo fuori i tossicodipendenti, legalizziamo le droghe e facciamo nuove
carceri che siano davvero luoghi di recupero".     
Nell'elenco di Luttazzi anche "la legge razzista Bossi-Fini, con i
centri di permanenza temporanea che sono luoghi disumani e vanno chiusi" e il
recente pacchetto sicurezza, "che in parte obbedisce a una logica repressiva e
penalizza i piu' deboli senza risolvere il problema. Quella accaduta a Roma - ha
aggiunto, riferendosi all'omicidio di Giovanna Reggiani - e' stata una tragedia
insensata e straziante. Ai familiari va il nostro cordoglio e il ringraziamento
per aver dato un grande esempio di civilta' con la richiesta di evitare
strumentalizzazioni. In Italia il 75% dei delitti contro le donne e' compiuto da
italiani. Conosco albanesi, macedoni e romeni che sono persone
squisite".  
Gli strali di Luttazzi si sono poi abbattuti
sulla Rai: "Da cinque anni non fa piu' programmi di satira e la qualita' si e'
decisamente abbassata. Ora i programmi Rai che si vedono sono quelli che sceglie
il cane pestando il telecomando. Dire che la Rai e' in crisi e' come dire che
sul Titanic c'era un rubinetto che perdeva". Poi uno sketch in cui Luttazzi ha
invitato un finto presidente di viale Mazzini Claudio Petruccioli, impersonato
da un bambino con tanto di barba. "Che novita' ci sono nel palinsesto Rai?" gli
ha chiesto. E la risposta e' stata: "Conosco solo i programmi fino alle 21.30
perche' poi devo andare a letto".
  
Altro bersaglio il
Vaticano, al centro di una scenetta ambientata nell'antica Grecia, in un
immaginario dialogo tra sofisti: "I preti che molestano i bambini vanno
all'inferno? No, vanno a Los Angeles, dove la diocesi ha sborsato 660 milioni di
dollari per risarcire le vittime. Il Vaticano e' quello che non paga le tasse,
la Chiesa cattolica e' quella che incassa l'8 per mille. La pedofilia tocca solo
alle chiese locali".
Daniele Luttazzi aveva aperto con l' 'Editto
bulgaro' e ha chiuso il programma tornando sulla vicenda della sua 'epurazione'
legata in particolare a un'intervista a Marco Travaglio sul libro 'L'odore dei
soldi', andata in onda nel maggio 2001 nell'ambito del programma Satyricon:
"Berlusconi, Mediaset, Fininvest e Forza Italia - ha ricordato l'attore -
volevano 41 miliardi di danni, ma ho vinto io. Vaffa... Per la Magistratura le
mie domande erano continenti e le risposte di Travaglio basate su fatti veri e
documentati. Ho fatto semplicemente delle domande e in democrazia le domande
sono lecite. Piuttosto e' grave magari nascondere le risposte. Quell'intervista
potrebbe essere ritrasmessa cosi' com'e' dalla Rai, ma col cavolo che lo fanno".

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